Produzione oggettistica in vetro artistico
La Famiglia Ballarin nacque in Murano, verso l'anno 1452, da Zorzi (Giorgio) venuto da Spalato, Dalmazia.
Assunto come "familio" dal famoso vetraio Angelo Barovier, di cui era geloso dei suoi segreti per fare il vetro, ne carpì le formule e divenne a sua volta un valente vetraio, tanto da aprire una fornace all'insegna dell'Angelo.
Nel solo primo anno guadagnò circa 20.000 ducati d'oro. Divenne poi "gastaldo" dell'arte.
La Famiglia Ballarin venne iscritta nel LIBRO D'ORO di Murano.
Essendo zoppo per una malformazione al piede, veniva chiamato Zorzi il ballerino, nomignolo che in seguito venne tramutato in Ballarin;
nome di una grande famiglia che diede lustro e fama a Murano.
Il Zorzi, durante alcune prove di varie formule vetraie, creò il colore rosso, che prima non esisteva.
Alla sua morte, avvenuta nel 1506, venne sepolto nella cappella di famiglia da lui creata, nella chiesa di San Pietro Martire di Murano. Francesco suo figlio: celebre per essere stato il primo artefice a fabbricare vasi di cristallo ed una Galea dotata di corde e vele (Storia d'Italia, di Leandro Alberti 1550).
Domenico grande vetraio 1575; Giovanni Battista Ballarin, nato nel 1606 e grande cancelliere della Repubblica Ventea, che fatto prigioniero dai Turchi, venne trascinato a coda di cavallo per la Galata di Costantinopoli ove morì nell'anno 1666.
Domenico succeduto al padre nella suprema carica di Grande Cancelliere della Repubblica Veneta.
Nelle fornaci dei Ballarin, uscirono grandi capolavori che, ancor oggi, si possono ammirare al Museo Vetraio di Murano.
Tale famiglia ha sempre dato valenti maestri vetrai e, ancor oggi, ne continua la tradizione: Giovanni, i figli Roberto, Mario e Alessandro.